Grandi novità su Boris 3 e sul suo futuro questa volta ci vengono fornite dal settimanale
Il Venerdì del 23/10/2009. L'articolo è di Antonio Dipollina (chi ha visto Boris ricorderà la sua citazione nella puntata 1x01 - Il mio primo giorno), uno dei giornalisti de
La Repubblica.
Riporto il testo dell'articolo. In basso troverete lo scan dell'articolo comparso sul settimanale il Venerdì.
Boris 3
La serie cult si monta la testa e si fa film
Mentre si girano le nuove puntate per la tv, gli autori preparano lo sbarco in sala. La formula? Quella che li ha portati al successo: la parodia di un vero cast che sta facendo un cinepanettone
[Antonio Dipollina]
La TERZA sarà l'ultima stagione/Ma non scherziamo nemmeno. Intorno a Boris girano botta e risposta di questo tipo. L'importante è non cascarci: Boris è già oltre e andiamo a spiegare il perchè. In origine la piccola idea di mettere in scena in forma di fiction fulminea (mezz'oretta a episodio) la lavorazione di una serie strappacuore di quelle che andavano molto di moda (oggi un pò meno, va detto) fece impazzire soprattutto gli addetti ai lavori. I segreti erano mille ma tutti visibili, compresa la partecipazione tra gli attori di tipi come Pietro Sermonti, che usciva di nascosto, forse di notte, dal set del Medico in famiglia e andava a rifarsi lo spirito da quelli di Boris. Su Fox, per due stagioni, Boris ha fatto il pieno, dopodichè ogni episodio è stato scaricato millanta volte su internet, dopodichè in estate andavano le repliche e qualcuno nuovo che la scopriva, o si metteva attento perchè ne aveva sentito parlare bene, sbucava sempre.
Adesso la terza serie esiste, sul set localizzato nel consueto posto attaccato all'aereoporto Ciampino, che se alzi gli occhi quando senti il rumore distingui di che umore è il pilota. Per vederla in onda bisogna attendere l'inizio del nuovo anno. Sarà come sempre ricca di ospiti esterni - passano Filippo Timi, Paolo Sorrentino e Laura Morante - impegnati a fare il verso a se stessi o alle circostanze richieste: per un pelo non è andata in porto l'apparizione boom, ovvero un Nanni Moretti che dall'inizio non si perde un secondo della serie. Lo hanno contattato, stava per succedere tutto e poi è sfumato. Sarebbe stata una sorta di prosecuzione naturale delle incursioni passate di Corrado Guzzanti, in futuro si vedrà, siamo sempre in tempo. Il punto però è un'altro: ovvero che Boris regge soprattutto su quello che uno dei protagonisti ti sussurra ed è meglio non rivelare chi è, visto che poi gli toccherà tornare nel mondo reale: "Qui prendono gli attori che servono davvero, sono onesti con tutti, si vive sul set facendo esattamente le cose che bisogna fare, ci si diverte: io giro tre mesi con loro e mi ritempro per il resto dell'anno".
E allora via con la succosa novità: si chiama "il film di Natale". Proprio così. Se nessun diavolo ci mette la coda, tra poco il gruppo inizia a scrivere il cinepanettone tendenza Boris, per il Natale 2010, da gustarsi nelle sale vere e proprie. Come detto, Boris ha creato e solidificato una formula: puoi prendere qualunque momento dello spettacolo in voga e mettere in scena la parodia mimando quelli che devono realizzare il prodotto originale. Nel caso in questione, la storia di un set e di un gruppo di autori, registi e attori che stanno realizzando il "vero" film di Natale per le masse. E' quello che Lorenzo Mieli, capo della Wilder che produce il progetto, vorrebbe trasformare in una idea-factory vera e propria. Per esempio? "Da tempo pensiamo a un Boris della politica". E ambientato dove? "In una situazione-simbolo, anche molto periferica: potrebbe anche essere un consiglio comunale di un paese medio".
Ma un passo alla volta: ora conviene prepararsi alla stagione 3. Tra le novità, c'è l'arrivo di un vero regista che solleva dall'incombenza i tre autori storici, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Ed è Davide Marengo - suo il delizioso Notturno Bus del 2007. Anche qui con il metodo inclusivo proprio di Boris e del gruppo, riconoscersi e lavorare insieme rimane comunque il sistema migliore.
I tre autori hanno sempre il loro contraltare in scena, ovvero i tre attori che interpretano la parte degli sceneggiatori schizzati di Gli occhi del cuore, cialtroni e paratutto, ma con il senso della realtà ultima. Francesco Pannofino, ormai per tutti il Renè regista-protagonista che da sempre si adatta a Boris per scopi alimentari e vive l'orribile nevrosi di voler fare ben altro nella vita, il gruppo intorno, da Sermonti a Caterina Guzzanti ad Alessandro Tiberi e Paolo Calabresi, Antonio Catania, Ninni Bruschetta e così via. Si parte e cambia il quadro, ma anche quella è una sorte di illusione ottica: Gli occhi del cuore ha chiuso, Renè in teoria ha sempre da girare la fiction fatidica su Machiavelli ma gli impegni, quelli alimentari, incombono perenni: quindi accettadi trasferirsi a Milano per girare la puntata pilota di una nuova sitcom che si chiama Troppo frizzante - e ho detto tutto - in un ambiente che per qualche motivo, sarà Milano, sarà il glamour degli studi, ricorda qualcosa... Finchè all'orizzonte appare l'occasione vera: una fiction medica, girata come fanno gli americani. O qualcosa del genere...
[Clicca sull'immagine per ingrandire l'articolo]
"Penso che le cose si possano fare diversamente. Se mai tornerò a fare questo lavoro, lo farò con una convinzione: che un'altra televisione è possibile." [cit. Renè]